Domenica delle Palme e della Passione di nostro Signore Gesù Cristo (2010)

Osanna al Figlio di David

Anche quest’anno la nostra comunità ecclesiale si è ritrovata, alle ore 10.30, nel piazzale dell’Ortopedico per la rituale benedizione delle palme e dei rami d’ulivo, preparati dal parroco e dai suoi collaboratori, nella mattinata di sabato, per i diaconi, i ministranti, i chierichetti, i bambini dei catechismo, le catechiste e i fedeli. All’arrivo dei ministranti, dei diaconi e del celebrante presidente, p. Michele Mazzeo, si è cantata l’antifona:

“Osanna al Figlio di Davide.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
è il Re d’Israele.
Osanna nell’alto dei cieli”
(Mt 21,9).

Quindi il celebrante, dopo aver salutato i convenuti, li ha esortati a "rivivere" l’ingresso di Gesù in Gerusalemme con queste parole:

Fratelli carissimi,
questa assemblea liturgica è preludio alla Pasqua del Signore, alla quale ci stiamo preparando con la penitenza e con le opere di carità fin dall’inizio della Quaresima.
Gesù entra in Gerusalemme per dare compimento al mistero della sua morte e risurrezione.
Accompagniamo con fede e devozione il nostro Salvatore nel suo ingresso nella città santa, e chiediamo la grazia di seguirlo fino alla croce, per essere partecipi della sua risurrezione
.

La liturgia di oggi evidenzia il passaggio dall’esperienza del pellegrinaggio osannante all’esperienza del calvario nell’orto del Getsemani e sul Golgota. Un passaggio brusco che ne sintetizza, in una seguenza molto densa, l’ultima settimana della vita terrena del Cristo, ponendo, nel contempo, in risalto la grande fragilità umana, incapace di cogliere l’occasione favorevolissima per dare una svolta decisiva alla sua vita. E invece si ritrova a rinnegarsi e a tradire il suo Salvatore, dopo qualche giorno, passando dall’osanna esultante e benedizionale - significato anche con la formazione di un tappeto di mantelli, a cui prendono parte pure i bambini - al grido sprezzante del crucifigge.

Da una parte, il giubilo delle persone, grandi e piccole, con in mano i rami frondosi, e dall’altra il dramma dei processi ingiusti, della condanna, della salita al calvario, della crocifissione, della morte e della sepoltura. Ma è proprio in questa evoluzione che esplode la misericordia di Cristo, il quale riesce a ricomporre in mirabile sintonia il canto della gioia e l’urlo della croce, esemplificata nella richiesta di perdono al Padre per i crocifissori "perché non sanno" e nelle parole al ladrone che, pentito, ne chiede il ricordo quando sarà nel suo regno: "In verità, ti dico, oggi stesso sarai con me in paradiso" (Lc 23,43).

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"Benedetto colui che viene nel nome del Signore"

"Tutto l’essere ed operare delle creature ha da andare a Dio: cioè tutto farsi a sua gloria".

"Un albero si secca, se si fa spesso mutar di luogo".

"Una ferita nel corpo ti fa gemere, tante ferite mortali nell’anima non ti pesano. Prega, prega Dio che te le faccia sentire, e se ottieni la grazia, cercherai il medico che ti guarisca, né ti quieterai finché non abbi ricuperato la vita, e la salute".

"Tre generi di vita si possono menare da viventi: viver da bruto, viver da uomo, viver da cristiano.
Il bruto è regolato dai soli sensi, l’uomo dalla ragione, il cristiano dalla fede".

"Temete la calca enorme dei vostri peccati? Maria è impegnata ad impetrarvi l’indulto, e la remissione".

"Si guardi di non giudicar male alcuno, né condannarlo, ma più tosto giudichi e condanni se stesso".