Domenica della Palme e della Passione di Gesù (2012)

"Veramente quest’uomo era figlio di Dio!"
a cura di padre Giuseppe Sinopoli

La grande settimana santa dell’anno liturgico è compresa tra la domenica delle palme e la domenica della risurrezione. La domenica delle palme è preludio alla domenica di Pasqua, che, con l’annuncio della risurrezione di Cristo, costituisce il culmine del triduo pasquale e, pertanto, di tutta la vita liturgica e cristiana.
La domenica della risurrezione o di Pasqua conclude il cammino della "penitenza" e della "letizia" quaresimale e riempie il cuore e la vita, umana e spirituale dei fedeli e, quindi, della Chiesa di gioia e di luce che Dio Padre ha fatto irrompere dal figlio Cristo Gesù immolatosi per la salvezza dell’umanità, folgorando le tenebre del male e della schiavitù e affermando la sua signoria sul peccato e sulla morte.

All’ora convenuta, il Sacerdote, i diaconi e i ministranti si portano presso il piazzale antistante l’Istituto Ortopedico, dove li attendono i bambini del catechismo con le loro catechiste e un nutrito gruppo di fedeli. Si è scelto questo luogo perché ci ha offerto la possibilità di solidarizzare e di farsi compagni di strada con chi, soffrendo nel corpo e nello spirito, desidera immergersi nella passione del Signore e, grazie a Lui, venire inondato dal gaudio e dallo splendore della "risurrezione". Salutato il popolo con la formula prevista dalla liturgia, il sacerdote ha esortato alla preghiera orale e mentale, dicendo:

"Fratelli carissimi,
questa assemblea liturgica e preludio alla Pasqua del Signore, alla quale ci stiamo preparando con la penitenza e con le opere di carità fin dall’inizio della Quaresima. Gesù entra in Gerusalemme per dare compimento al mistero della sua morte e risurrezione. Accompagniamo con fede e devozione il nostro Salvatore nel suo ingresso nella città santa, e chiediamo la grazia di seguirlo fino alla croce per essere partecipi della sua risurrezione".

Ascoltata la proclamazione del Vangelo, prima di aspergere i rami e le palme con l’acqua benedetta, ha invocato la presenza del Signore con la seguente orazione:

"Dio onnipotente ed eterno, benedici + questi rami [di ulivo], e concedi a noi tuoi fedeli, che accompagniamo esultanti il Cristo, nostro Re e Signore, di giungere con lui alla Gerusalemme del cielo. Egli vive e regna nei secoli dei secoli".


Il rito della processione verso la Basilica è stato annunciato con l’esortazione del sacerdote:
 
Imitiamo, fratelli carissimi, le folle di Gerusalemme, che acclamavano Gesù, Re e Signore, e avviamoci in pace.

L’animazione del Coro "Ven. padre Gesualdo" ha coinvolto i bambini e gli adulti nel festoso ingresso in Basilica, cantando:

Sei giorni prima della Pasqua,
quando Gesù entrò in Gerusalemme,
gli andarono incontro i fanciulli,
acclamando a gran voce:

«Osanna, osanna al Figlio di David.
Benedetto colui che viene
nel nome del Signore!»

Tu sei il re d’Israele, di Davide nobile stirpe,
che nel nome del Signore vieni a noi, benedetto!
Nell’alto dei cieli ti lodano tutti gli angeli in coro,
lodano te sulla terra uomini e cose insieme.

Come accettasti il tripudio
del popolo ebreo osannante,
ora accetta la lode
che con voti e preghiere eleviamo.


Molto seguito il racconto della Passione di Gesù dell’evangelista Marco, la cui ricchezza di particolari ha aiutato i presenti ad immedesimarsi in questo immenso evento di grazia, che ha messo in luce l’infinito amore del Padre nel Figlio, il quale, accettando di morire, interrompe la catena dell’odio e della vendetta e innesta nel tessuto della storia umana la benefica e vitale energica della misericordia divina, secondo il desiderio del Padre.

"Veramente quest’uomo era figlio di Dio!"
"Tutto l’essere ed operare delle creature ha da andare a Dio: cioè tutto farsi a sua gloria".

"Un albero si secca, se si fa spesso mutar di luogo".

"Una ferita nel corpo ti fa gemere, tante ferite mortali nell’anima non ti pesano. Prega, prega Dio che te le faccia sentire, e se ottieni la grazia, cercherai il medico che ti guarisca, né ti quieterai finché non abbi ricuperato la vita, e la salute".

"Tre generi di vita si possono menare da viventi: viver da bruto, viver da uomo, viver da cristiano.
Il bruto è regolato dai soli sensi, l’uomo dalla ragione, il cristiano dalla fede".

"Temete la calca enorme dei vostri peccati? Maria è impegnata ad impetrarvi l’indulto, e la remissione".

"Si guardi di non giudicar male alcuno, né condannarlo, ma più tosto giudichi e condanni se stesso".